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lunedì 2 settembre 2019

Noi siamo la natura




A Helsinki la poesia dimora anche sulle facciate delle cabine elettriche. In questo caso si tratta dei versi composti da  Eino Santanen nel 2018. Versi che hanno l'umanità e il cambiamento climatico come temi principale.
Di seguito una mia traduzione a braccio, senza pretese.

Siamo noi la natura
la sua parte più devastante

Siamo noi la natura
la sua porta antropomorfa

In due direzioni
noi siamo la natura
La sua autentica parte
che ci può ancora salvare.

sabato 17 agosto 2019

Il mese della poesia

Il 15 agosto è partita ad Helsinki la quindicesima edizione del festival letterario Runokuu (mese della poesia).
La maggior parte degli eventi in programma sono accessibili a tutti e sono gratuiti. Gli eventi principali si tengono al Lavaklubi.



martedì 1 gennaio 2019

Promesse da mantenere

Di quella passeggiata nel bosco dopo un'abbondante nevicata, ricordo ancora il leggero sussurro del vento e la neve soffice, cedevole sotto i miei passi lenti.
Un po' come nella poesia di Stopping by Woods on a Snowy Evening di Robert Frost di cui vorrei segnalare gli ultimi versi. Un modo per augurare che il 2019 sia un anno di promesse mantenute e di altre future da mantenere.


The woods are lovely, dark and deep, 
But I have promises to keep, 
And miles to go before I sleep, 
And miles to go before I sleep.


Robert Frost, “Stopping by Woods on a Snowy Evening”


Onnellista uutta vuotta!
Felice anno nuovo!

domenica 26 agosto 2018

Regola di vita


Nella cartolina, pubblicata nell'ambito del Festival della poesia Runokuu, si leggono dei versi tratti dall'opera  Maailma tuulenkaatama  di Riina Katajavuori.
Se non ci si è dimenticati del meccanisno dell'alfabeto farfallino, il significato del testo dovrebbe essere diretto e immediato.

Una mia traduzione in italiano:

Non tentare nulla di vano.
Fai solo cose di cui puoi essere fiero/a.


venerdì 10 marzo 2017

Camminiamo tutti nella nebbia



Me kuljemme kaikki kuin sumussa täällä
ja kuulemme ääniä kuutamo-yön,
me astumme hyllyvän sammalen päällä
ja illan on varjoa ihmisen syön.

Mut ääntä jos kaksi yhtehen laulaa
yön helmassa toistansa huhuilevaa
ja varjoa kaksi jos lempien kaulaa, -
se sentään, se sentään on ihanaa!

(Eino Leino)

Qui trovate un brano dei Rajaton che ha come testo la poesia di Eino Leino (nella versione finlandese e inglese) 


domenica 7 agosto 2016

Canti scritti sull'aqua


L'immagine è stata ottenuta da una composizione di due mie foto scattate a Helsinki.
Quella del cigno a Töölönlähti l'altra in centro sulla facciata di una cabina elettrica.
Non ho notato il nome l'autore delle onde blu. I versi sono tratti dalla poesia ”Siivet:Ikaros” di Pentti Saarikoski.


lunedì 6 luglio 2015

Piantare alberi



Istuttaa puita, kun maailma tekee tuhoansa.
Ja jokaisen taimen juurelle vedin ristin
niinkuin vanhat naiset leipätaikinaan.
Helena Anhava


Hyvää runon ja suven päivää!



giovedì 19 febbraio 2015

Onni

Eiranranta (Helsinki) - 'Onni'* scultura in bronzo di Rafael Saifulin(2006)

Laulu onnesta
Kell’ onni on, se onnen kätkeköön,
kell’ aarre on, se aarteen peittäköön,
ja olkoon onnellinen onnestaan
ja rikas riemustansa yksin vaan.
Ei onni kärsi katseit’ ihmisten.
Kell’ onni on, se käyköön korpehen
ja eläköhön hiljaa, hiljaa vaan
ja hiljaa iloitkohon onnestaan.
(Eino Leino)


*Onni in finlandese significa felicità, gioia, fortuna. Onni è anche un nome proprio maschile.

giovedì 11 dicembre 2014

E mi sovvien l'eterno

L'infinito -  Äärettömyys

La poesia originale è un classico della poesia e letteratura italiana.
Le fotografia sono mie. Il frammento di pagina è tratto dalla raccolta "Tuhat laulujen vuotta" curata e tradotta da Aale Tynni.

lunedì 13 ottobre 2014

Un brumoso paesaggio lacustre

Usvainen järvimaisema hämärtyvässä illassa

Dopo la nebbia

Dopo tanta
nebbia
a una
a una
si svelano
le stelle.

Respiro
il fresco
che mi lascia
il colore
del cielo.

Mi riconosco
immagine
passeggera
presa in un giro
immortale.
(Giuseppe Ungaretti)


domenica 6 luglio 2014

Il canto del re di quaglie



Le bandiere finlandesi sventolano oggi per celebrare la giornata della poesie e dell'estate (runon ja suven päivä).  Il 6 luglio del 1978 nasceva Armas Einar Leopold Lönnbohm conosciuto con lo pseudonimo di Eino Leino, uno dei più famosi poeti finlandesi. Per questo la giornata di oggi è dedicata anche alla sua memoria.
Una delle sue poesie più celebri di cui molti finlandesi conoscono almeno i primi versi è Nocturne. Non so se esiste una versione in italiano. In rete si trova una versione in inglese di Aina Swan Cutler.
Della poesia esiste anche una versione in musica incisa da Vesa-Matti Loiri.

La poesia si apre con i seguenti versi:
Ruislinnun laulu korvissani
tähkäpäiden päällä täysi kuu;
kesä-yön on onni omanani,
kaskisavuun laaksot verhouu.
Vi sono descritte immagini e sensazioni di una notte estiva finlandese: il canto del re di quaglie (ruisrääkkä o ruislintu), il profumo dei fiori di campo, la luce di un plenilunio che inonda i campi.

Hyvää runon ja suven päivää!!


domenica 16 marzo 2014

Blues in memoria

Lo scorso anno Vuokko Hovatta ha inciso da solista l'album Minä rakastan ikuisesti (Io amo per sempre). I testi di alcuni brani sono basati su versioni finlandesi di poesie Marina Cvetaeva, Rainer Maria Rilke, Wystan Hugh Auden.

Nel video trovate una versione acustica dal vivo di Yhdet hautajaiset* (un funerale).



Immagino che dagli indizi già forniti sia stato facile identificare il testo del brano del video. In caso contrario leggete qui.


* il testo finlandese è stato tradotto da Risto Ahti con il titolo Laulu (canzone/canto) nella raccolta "Maailman runosydän".

mercoledì 5 febbraio 2014

Il dolce del giorno



Il dolce finlandese del 5 febbraio è il runebergintorttu. Ho pensato di condividere anche la foto della vetrina di una panetteria nel centro di Helsinki.
Sulla vetrina si leggono i versi finali di due poesie di Johan Ludvig Runeberg. I versi finlandesi sono quelli finali di una poesia, Kevätaamu, tradotta da Otto Manninen.

Kudo yli vetten, vuorten;
Pitkäst' yöstään nosta perhot
Kisaan kukkakultain nuorten;
Sydäntenkin sopukoista
Talven kolkot muistot poista!

In svedese sono riportati quelli iniziali della poesia Likhet.

Hur många vågor bo på fjärden,
hur många tankar i mitt hjärta? 



domenica 19 maggio 2013

L'apice della giovinezza



Avevo  già accennato ne La stagione dell'amore in Finlandia la Pentecoste non è solo una festività religiosa.
Per averne una testimonianza basta dare una lettura ai Canti di Pentecoste (Helkavirsiä) di Eino Leino nell'edizione italiana tradotta da Marcello Ganassini. La raccolta di Leino è ispirata alle cerimonie liriche e ballate di Helka organizzate a Ritvala (nei pressi di Valkeakoski).
In queste celebrazioni si assiste alla combinazione di rituali pagani  pre-cristiani della fecondità con la tradizione cristiana dei riti pentecostali. Helkajuhla è probabilmente una delle tradizione finlandese più antiche. Si crede infatti che le prime celebrazioni risalgano al XII secolo, quindi prima della cristianizzazione dei territori finlandesi.
Il tema delle Pentecoste come festa di primavera e della luce in cui si celebra l'avvenuto risveglio della natura e dell'amore si ritrova anche in poemi di altri scrittori e poeti finlandesi.

Tra questi troviamo per esempio Lärin-Kyösti, prolifico poeta e scrittore nato ad Hämeenlinna. Nella sua poesia Nyt on helluntai la Pentecoste è il periodo più prediletto dai fiori quando la primavera ha vinto tutti i mali dell'inverno. È il periodo dei canti degli uccelli che riecheggiano nel cielo azzurro e degli scrosci delle piogge annunciate da rossastre nubi. È il periodo in cui la vita invita, affascina e promette felicità, l'apice della giovinezza.



Nyt on helluntai

Ja nythän on taasen helluntai,
Kevät tautisen talven voitti,
Pihatuomi jo eilen kukkaset sai,
Sitä saunan sirkkakin soitti:
Nyt on helluntai,
Suvisunnuntai,
Nyt on kukkien armain aika!

Sinitaivoja linnut kaiuttaa,
Rusopilvet soutavat vettä,
Vesiperhot, hyttiset piiriin saa
Ja mettiset etsivät mettä,
Nyt on helluntai,
Suvisunnuntai,
Nyt on laulun ja soiton aika!

Suru murtunut mullasta nousta voi,
Kevät toiveen taimia kantaa.
Elo pyytää, kutsuu, hurmaa ja soi
Ja se lupaa onnea antaa:
Nyt on helluntai,
Suvisunnuntai,
Nyt on nuoruuden suurin aika!

tratto dalla raccolta Kylän lauluja (Le canzoni del villaggio), 1898

martedì 5 febbraio 2013

L'epitaffio della fanciulla

Anche questo Runebergin päivä sta volgendo alla fine. Come da tradizione anche quest'anno non mi sono fatto mancare degli ottimi runebergintorttu accompagnati da un tazza di tè.

Giorni fa ho trovato la versione italiana di una poesia di Johan Ludvig Runeberg tradotta nel 1865 da Costantino Arlia. La traduzione fa parte della raccolta "Rose e viole: canti e leggende popolari di varie nazioni" Della raccolta fanno parte, tradotti dallo stesso autore, canti tedeschi, lituani, inglesi, finlandesi e di altri paesi europei.
Trovate una traduzione del 2009 (accompagnata dalla versione originale svedese) della stessa poesia sul blog Liriche Scandinave in italiano.
Della stessa poesia esistono almeno due traduzioni in finlandese: Tytön kulennat tradotta da Elias Lönnrot e Tytön kulennat tradotta da August Ahlqvist.
La traduzione italiana del 1865 si intitola  "L'epitaffio della fanciulla"
 — Perchè le mani hai rosse, mia Carina? —
Chiedea la madre alla figliuola un dì.

— Nell'orto colsi rose stamattina,
E le man colle spine mi feri' —

— Perchè il labbro, hai vermiglio oltre l'usato? —
La madre un altro dì le domandò.

— Corbezzoli nel bosco ora ho mangiato,
Ed il sugo il mio labbro colorò.

Col pallor della morte sull'aspetto
Si mostrò la Carina un giorno ancor;

La madre, se la stringe contro il petto,
— Dimmi, qual pena ti martira il cor? —

— Volgeran brevi istanti, o mamma cara,
E la figliuola tua non sarà più!

Sollecita una fossa mi prepara,
Poni una croce, e scrivici di su:

« Rosse le mani mostrò un dì Carina,
Che strette gliele aveva il suo amator;

Poscia vermiglio il labbro una mattina,
Ei l'avea dato il bacio dell'amor.

Ma con la faccia smunta e impallidita
La Carina una sera ritornò,

L'amante suo, ahimè! l'avea tradita...
Non resse a tanto strazio, e qui posò! »



mercoledì 21 marzo 2012

La poesia della primavera



Vista la coincidenza con la prima giornata della primavera con la giornata mondiale della poesia ho pensato di segnalare due poesie primaverili. La prima poesia finlandese Kevät (primavera) di Eino Leino, l'altra italiana di Corrado Govoni.
Nei versi di Leino la primavera si riconosce dallo scrosciare dei torrenti, dal canto delle allodole, dalla comparsa delle prime foglie sui rami delle betulle (foglie che nel periodo primaverile ricordano le orecchie dei topi).
Minä tahdon maljani tyhjentää,
kun ensi leivoset laulaa,
kun koivut on hiirenkorvallaan
ja vuorilla virrat pauhaa.
Ja tahdon ma lauluni lahjoittaa,
kun ensi joutsen soutaa,
kun kukka on puussa ja kukka on maassa
ja lehdot leikkihin joutaa.


In 'Le cose che fanno primavera' di Govoni alle immagini della natura si affiancano quelle del borgo: il valzer triste della Vedova Allegra, una rosa finta nel cappello di una signora divorabile,  le bianche nuvole di polvere che corron dietro alle automobili, l'innaffiatoio rosso abbandonato.


Quali sono per voi le cose che fanno primavera?



mercoledì 27 aprile 2011

Me emme emmi mämmiämme

Per le celebrazioni dell'ottantesimo anniversario dell'indipendenza finlandese (1997) il giornalista e scrittore Jukka Ukkola scrisse una poesia che riuniva caratteristiche e tradizioni antiche e moderne dei finlandesi. Pare che all'epoca si decise anche di farla imparare a scuola.

I versi che probabilmente in molti ancora ricordano sembrano quasi uno scioglilingua:

Me emme emmi mämmiämme,
lenkkiämme lämmitämme

Una possibile tradizione sarebbe: "non esitiamo sul nostro mämmi, riscaldiamo le nostre salsicce".

Qualcuno ne ha sentito parlare?

In rete ho trovato il resto dei versi (sebbene alcune versioni divergono leggermente tra loro).


Kaksipolvinen trikoo eli juhlavala

Minä mieto meikäläinen
totinen todenpuhuja,
enpä liene lipeväinen
itseni ylen kehuja.

Se ei oo Suomessa tapana.

Lienen kaino valkosukka,
harjastukka, jöröjukka,
Jukolan Jussi, polvipussi,
vääränlaisessa puvussa.

Se on Suomessa tapana.

Tai oon Venla valkotukka,
tikkitakki liljankukka
karu kaulimen haltija,
ainainen painonvartija.

Se on Suomessa tapana.

Mitä ne meistä miettinevät,
hekottavat euroherrat?
Kun emme kutsuilla kujerra,
pientä puhetta pakerra.

Se ei oo Suomessa tapana.

Hekottakoot euroherrat
naurakoot selän takana!
Kuunnelkoot ne tosi kerrat
kun on selkoista sananta.

Niin on Suomessa tapana.

Suuni auon aikanansa,
pienet puheeni pakisen,
kun saan kännykän käteeni,
kaukokielen korvalleni.

Niin on Suomessa tapana.

Me emme emmi mämmiämme,
lenkkiämme lämmitämme
asuessamme metissä
surffatessamme netissä.

Suomi on kotisivumme


Jukka Ukkola

martedì 21 dicembre 2010

Auguri natalizi

Il Natale finlandese profuma di cannella, chiodi di garofano, neve e silenzio.
I versi di Tuoksuja (profumi), una bella poesia natalizia di Hannele Huovi, esprimono in poche parole uno degli aspetti peculiari del Natale finlandese.

Minä leivoin taikinan:
siitä paisui pulla.
Voisinpa yhtä pyöreäksi
ja tuoksuvaksi tulla!

Neilikka, kaneli ilmassa leijaa,
tuoksujen jouluinen taika…
Nallen nenää kutkuttaa
tämä onnellinen aika



Buon Natale / Hyvää Joulua
 

martedì 18 maggio 2010

La stagione dell'amore

Mancano pochi giorni alla Pentecoste (helluntai).
Secondo tradizione l'arrivo della Pentecoste riveste un significato particolare specialmente per i giovani in quanto inizio della luminosa estate finlandese e della stagione dell'amore.
Un vecchio adagio finlandese recita se non si trova l'amore per la Pentecoste si resterà senza per tutta l'estate (jos ei heilaa helluntaina, niin ei koko kesänä).
Coloro che non hanno trovato l'altra metà del cielo possono sempre prepararsi il solstizio estivo.

Visto che siamo in tema, mi piacerebbe segnalare la prima strofa di una famosa poesia di Larin-Kyösti

Heilani on kuin helluntai
ja oraspellon kukka,
sillä on silmät kuin sametista
ja poski kuin nurmen nukka.



domenica 1 novembre 2009

Novembre

Il mese di novembre in finlandese si chiama marraskuu che significa "mese della morte". La parola marras (morte) deriva da un antico termine indoeuropeo.
La terra comincia a ghiacciare, muoiono le piante, le foglie sono ormai secche, gli alberi spogli, i colori dell'autunno si affievoliscono mutando in un grigio uniforme.

Novembre mi ricorda l'omonima poesia del Pascoli. Novembre con il suo cielo vuoto, il pruno secco, le piante stecchite e il silenzio intorno.

Per inaugurare il mese di novembre segnalo due brani che hanno in comune solo il nome: "Marraskuu".
Il primo Marraskuu è un successo dei Miljoonasade un gruppo rock finlandese di Jyväskylä.
Del tutto diverso dal precedente è invece il brano per kantele di Martti Pokela.