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domenica 14 settembre 2014

La caccia all'orso

Negli ultimi giorni uno degli argomenti più dibattuti in Italia è stato il tragico destino riservato all'orsa Daniza.
Più di una volta mi è capitato di leggere su forum e commenti pubblicati in rete del "fantastico rapporto" esistente tra gli orsi e gli esseri umani nell'Europa del nord citando per esempio un video promozionale dell'ente turismo finlandese sulla storia di Sulo, l'uomo orso.
In realtà la situazione degli orsi in Finlandia non è così rose e fiori come potrebbe apparire alla sola visione dell'esperienza di Sulo.
Vorrei ricordare che la caccia agli orsi in Finlandia è consentita e strettamente regolamentata. Non mi addentro nelle motivazioni storico-culturali legate alla caccia in queste regioni.
Secondo questo articolo la stagione di caccia agli orsi è cominciata il 20 agosto e terminerà alla fine di ottobre. Per ogni zona viene rilasciato un numero massimo di permessi per l'abbattimento degli orsi. Quest'anno sembra che siano stati accordati su tutto il territorio nazionale finlandese un totale di 115 permessi, meno della metà dello scorso anno.
Maggiori informazioni sul regolamento della caccia si trovano su questo sito.


domenica 27 luglio 2014

Un curioso rituale per l'orso

La tavola con la descrizione del rituale si trova nel museo LUSTO* a Punkaharju. Se siete in zona consiglierei di farci un salto.



*lusto in lingua finlandese significa "anello di accrescimento"

martedì 8 gennaio 2013

Il mito della nascita dell'orso


L'orso è uno dei animali selvatici più presente nella tradizione finlandese. Sono diversi gli incantesimi di protezione legati al re dei boschi finlandesi chiamato con decine di nomi e appellativi diversi.
Si raccontano diverse leggende sulla sua nascita. Sarebbe nato negli oscuri anfratti dei boschi o da un mucchio di lana gettata sull'acqua acqua da Ukko, il dio supremo lo Zeus dei finlandesi. Altri miti narrano della sua origine celeste, dalle spalle del Grande Carro (Otava in finlandese) calato sulla terra in cesto dorato mediante una corda d'argento.

In un articolo de "La Stampa" del 27 ottobre 1939 viene riportata una di queste storie raccontata al giornalista da una giovane ragazza careliana del villaggio che lo ospitava.

Negli spazi che esistono tra la luna e il sole, le Figlie dell'aria decisero un giorno di fare qualche cosa di bello e si misero a correre per il cielo. Chiesero a Tuuri, dio delle nuvole, un po' della bella lana dei suoi cirri più alti, ma quando ne ebbero radunato un bel mucchio si stancarono del loro gioco e lasciarono cadere tutto sul mare.
Ahto, il Nettuno dei Finni, si adirò grandemente contro quelle pazzerelle incostanti che si permettavano di sporcare il suo regno e pregò Tuulikki, il vento, di spinger via quella roba caduta dal cielo. E il mucchio di lana corse verso la terra e nel lungo viaggio l'umore fecondo del mare lo rese compatto e tale urtò contro la riva rocciosa.
Accadde che Mielikki, protettrice dei fiori, passasse per caso di là e lo portasse a casa, non sapeva ancora esattamente per farne che cosa. Ukko, dio degli dei, gettò via un seme di vita e ciò non deve stupire perchè si era al tempo della formazione del mondo.
Ora il seme cadde nella casa di Mielikki,  proprio sul mucchio compatto di lana, che subito divenne una cosa viva.
E Mielikki lo cullò, lo amò come un figlio e il curioso essre crebbe rapidamente.
- Sarai buono? - gli chiedeva ogni tanto. E la risposta era un grugnito ed un ondeggiare dell'enorme testa. Come poteva non essere buono, caduto com'era dal cielo ed educato dalla madre dei fiori?
Non è chiaro perchè Mielikki lo chiamasse Orso. Ma sta di fatto che lo chiamò così e che questo nome gli sia rimasto.
Ora, Orso non aveva nè unghie nè denti, perchè simili cose non possono essere fatti di lana. Come fare? Mielikki corse per il bosco. Chiese al sorbo, all'acacia, al ginepro delle spine robuste ma Pihlajatar era adirata con lei ed impedì che gli alberi accontentassero la buona dea.
E la povera madre adottiva continuò a correre attraverso le immense foreste. "Chi mi darà - chiedeva angosciata - chi mi darà i bianchi denti, chi le unghie gialle per il mio Orso?".
Udirono questi lamenti il pino dalle fronde d'argento e l'abete dagli aghi di bronzo. E Mielikki potè piantare nelle gengive di Orso le foglie aghiformi del pino, e nelle sue zampe lisce e sottili spini dell'abete: e crebbero i denti e le unghie.
E il buon orso, caduto del cielo e ornato dalle conifere, incominciò a passeggiare per le belle foreste della Carelia."


domenica 3 aprile 2011

I nomi dell'orso


Pare che nella letteratura e nella cultura popolare finlandese si contino almeno duecento nomi per indicare il sacro animale dei boschi.
In realtà si tratta di perifrasi coniate nei secoli passati per un misto di timore, rispetto e superstizione. Si riteneva infatti che non fosse di buon augurio chiamare l'orso con il suo nome. Una innominata presenza che popolava i boschi e le vite della popolazione rurale.
L'orso è ancora oggi considerato (insieme al cigno) l'animale nazionale finlandese.
Oggi viene comunemente chiamato karhu sebbene vengano utilizzati anche i nomi di otso, kontio e mesikämmen (zampa di miele) specialmente nelle canzoni e nelle poesie. Gli orsacchiotti di peluche sono chiamati nalle (per esempio Nalle Puh).

Otso è relativamente usato come nome proprio maschile (specialmente nel decennio scorso) mentre molto rari sono Kontio e Karhu che invece risultano più usati come cognomi.
In alcuni vecchi canti l'orso viene indicato come il cane di Tapio (Tapion koira). Nella mitologia finnica Tapio era il dio dei boschi.

Anche nel Kalevala non mancano i riferimenti all'orso e ai soprannomi con cui viene invocato. Oltre al già citato "zampa di miele", si trovano gli appellativi di "mela del bosco" (metsän omena), gomitolo del bosco (metsän källeröinen), nasopiatto e così via. Nomi che ricorrono anche nel brano Ohtoseni interpretato dai Suo e basato su alcuni versi del Kalevala.

Se siete interessati ai diversi aspetti dell'orso potreste dare una occhiata al sito della Karhuseura.


Segue una lista dei nomi comuni, dialettali, letterari e soprannomi attribuito all'orso estratti da un articolo del sito dell'associazione dei cacciatori finlandesi.

aikamies
aikapoika
autuas
eläin
erä
hallavanahka
halliparta
harvahammas
hurta
hyvä hopii
hän
härköinen
iso kurki
iso metsä
isommainen
isompi
isoomettä
itse
jalkakyntylä
jumalanvilja
karvahousu
karvajalka
kaunoinen
kaunoseni
kiirasilmä
koltso
kondie
kondii
kondio
kontiainen
kontian
kontie
kontio
kotii
kouko
kouvo
kulta källervöinen
kultahammas
kultaherra
kultakämmen
kultarinta
kuldane tsuari
kuntsa
kurki
kusialaistennuolija
kynnet
källeröinen
kämmenimijä
käpälä
käretyinen
kärmenjalka
könnikäinen
lehmänpelko
lehmäsyöjä
leilipää mies
leviäkämmen
lintunen
luukyrpä
maan kavala
matti
maurihinen
mehtä
menninkäinen
mesikämmen
mesikäpälä
mesiloappa
metsä
metsähippa
metsäläinen
metsän kuningas
metsänhevonen
metsänhiisi
metsänhärkä
metsänkirjava
metsänkissa
metsänlieko
metsänmies
metsänmyyrtäjä
metsänmörkkö
metsänomena
metsänonni
metsänotus
metsänpekko
metsänpitäjä
metsän tsuari
metsänukko
metsänvahus
metsänvieri
metsänvilja
metsänväri
mettä
mettänäijä
metähinen
metällinen
metänelukka
metänmälvi
metänpeto
metävvoari
mezikäbälä
mies
mustamulkku
mustarinta
mönni
mönningäinen
möntti
mönttö
mörkö
mörri
mössi
mössikkä
mötti
mötti
nalle
nallepoika
nalli
neitoseni
nokinen neiti
nokinen poika
ohto
ohtonen
ohtoseni
oksi
osmo
otava
otso otsonen
otto
paha
paha karsi
pataryssä
peto
pitkävilla
poikais
puhas elävä
puhdas metsä
putkitar
pöppö
pöykäre
pöykäre
rakki
riista
rusko
ryökämöinen
saalis
se
sualis
suurijalka
suuripää
sykkö
tapio
tapiotar
töötötöö
ukko
uuhi
uuho
vanha
vanhamies
veitoseni
veliseni
vihasesi
vihtahousu
vilja
äijä