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lunedì 1 luglio 2013

Le marmitte dei Giganti



Passeggiando per Seurasaari potreste imbattervi, oltre che in socievoli scoiattoli, anche in una marmitta del gigante.
Simili fenomeni geologici, sia a gruppi che singoli, sono presenti in circa trenta siti a Helsinki. Molti di questi però sono stati distrutti da lavori di costruzione.
La marmitta di Seurasaari ha una forma circolare. Si tratta di un monumento naturale protetto risalente alla fine dell'era glaciale. 
Durante il ritiro dei ghiacchi, le acque formarono una corrente molto forte trascinando pietre e detriti. A causa del moto turbolento i ciottoli cominciarono a scavare delle cavità, dei pozzi ben levigati nella roccia tanto profonde quanto più forte era la corrente. Esaurita la spinta della corrente i ciottoli rimasero sul fondo della cavità.
Per la loro forma, le marmitte dei giganti sono anche note come "calderone del gigante" (in inglese Giant's kettle, giant's cauldron o pothole). In lingua finlandese invece si usa il termine hiidenkirnu, la zangola di hiisi. Nella mitologia finnica hiisi è un demone delle foreste.
Gli antichi finlandesi credevano che fossero opera di spiriti o giganti che avrebbero depositato in strani luoghi i macigni da cui hanno avuto origine le marmitte.
Anche in Italia non mancano le leggende sull'argomento. Per esempio in Valle d'Aosta le marmitte dei giganti di Bard sono chiamate "Olles des Sarasins".


mercoledì 15 maggio 2013

Leggende paperopolitane e nomi propri

Per leggende paperopolitane qui si intendono leggende metropolitane legate alla Finlandia e agli abitanti di Paperopoli e dintorni.
Secondo una di queste leggende una coppia di genitori finlandesi avrebbe dato ai loro tre figli i nomi di Tupu, Hupu e Lupu ovvero i nomi finlandesi di Qui Quo e Qua, nipoti di Paperino.
Anche questa leggenda ha un fondo di verità. All'anagrafe finlandese risultano infatti registrate persone con i nomi di Tupu* (femminile), Hupu e Lupu. Nomi molti rari ma comunque ufficialmente iscritti. Al momento non posso escludere con assoluta certezza che si tratti effettivamente di una leggenda metropolitana.
Una piccola curiosità. Con gli stessi nomi è stato denominato anche il trio delle meraviglie Saku Koivu - Ville Peltonen - Jere Lehtinen con cui la Finlandia ha vinto il suo primo titolo mondiale di hockey sul ghiaccio nel 1995.

Un'altra leggenda urbana riguarda una presunta censura di  Paperino in Finlandia alla fine degli anni '70. Il motivo sarebbe stato legato al suo stato civile (di convivente) e al fatto che non indossa i pantaloni. Trovate qui maggiori dettagli sull'origine di questa storia.


Di seguito altri nomi registrati all'anagrafe finlandese che ricordano i personaggi di Paperopoli e Topolinia:

Mortti e Vertti - Tip e Tap (i nipoti di Topolino)
Touho - Paperoga
Hessu**- Pippo  
Hansu - Ciccio  
Leenu, Liinu ja Tiinu - Emy, Ely, Evy (nipoti di Paperina)
Tiku e Taku: Cip e Ciop



*Tupu è anche usato come diminuitivo di Tuula
** Hessu è anche usato come diminuitivo di Heikki

martedì 22 gennaio 2013

L'origine del ferro


Ho pensato di riportare una sintesi dell'origine del ferro (e dell'acciaio) raccontata da Väinämöinen nel nono runo del Kalevala.
Una bella versione cantata, basata sullo stesso runo, è stata incisa dal gruppo Suden Aika con il titolo di Raudan Synty (L'origine del Ferro).

Ukko il dio supremo separò l'acqua dall'aria e la terra dall'acqua. In seguito, premendo entrambi le mani sul ginocchio sinistro, creò tre fanciulle, future madri del ferro.
Dal bordo di una nube le tre creature versarono il latte delle loro mammelle sui terreni, paludi e acque. Il latte nero della prima generò il ferro flessibile, il latte bianco della seconda diede origine all'acciaio mentre dal latte rosso dell'ultima, la più piccola,  nacque il ferro duro.

Dopo un po' di tempo il ferro cercò di fare visita al suo fratello fuoco che furioso tentò di bruciarlo. Il ferro, riuscito a sottrarsi all'attacco, si rifugiò in una palude nei pressi di una montagna. Per tre anni rimase lì celato tra le chiome di tre betulle.
La latitanza del ferro però non durò a lungo, il suo destino era segnato.
Il fabbro Ilmarinen seguendo le tracce del lupo e dell'orso trovò il ferro in un pantano. Ilmarinen lo convinse a non aver timore del fuoco. Nella sua fucina lo avrebbe nobilitato trasformandolo in spade, lance e scudi per gli uomini e fermagli per le donne. Il ferro accettò e fu gettato nella fornace tra le roventi braccia del fuoco.

Ilmarinen, non ancora soddisfatto, cercò di rinforzare la struttura del ferro per ricavarne dell'acciaio. Chiese ad un'ape che ronzava nei paraggi di portargli il nettare dalla corolla di sei fiori e dalla cima di sette erbe. Accadde invece che una vespa in ascolto, sostituendosi all'ape, portò un intruglio velenoso nel quale l'ignaro fabbro immerse il ferro incandescente.
Per questo motivo il ferro divenne crudele e si rivoltò contro i suoi creatori, la sua stirpe.


martedì 8 gennaio 2013

Il mito della nascita dell'orso


L'orso è uno dei animali selvatici più presente nella tradizione finlandese. Sono diversi gli incantesimi di protezione legati al re dei boschi finlandesi chiamato con decine di nomi e appellativi diversi.
Si raccontano diverse leggende sulla sua nascita. Sarebbe nato negli oscuri anfratti dei boschi o da un mucchio di lana gettata sull'acqua acqua da Ukko, il dio supremo lo Zeus dei finlandesi. Altri miti narrano della sua origine celeste, dalle spalle del Grande Carro (Otava in finlandese) calato sulla terra in cesto dorato mediante una corda d'argento.

In un articolo de "La Stampa" del 27 ottobre 1939 viene riportata una di queste storie raccontata al giornalista da una giovane ragazza careliana del villaggio che lo ospitava.

Negli spazi che esistono tra la luna e il sole, le Figlie dell'aria decisero un giorno di fare qualche cosa di bello e si misero a correre per il cielo. Chiesero a Tuuri, dio delle nuvole, un po' della bella lana dei suoi cirri più alti, ma quando ne ebbero radunato un bel mucchio si stancarono del loro gioco e lasciarono cadere tutto sul mare.
Ahto, il Nettuno dei Finni, si adirò grandemente contro quelle pazzerelle incostanti che si permettavano di sporcare il suo regno e pregò Tuulikki, il vento, di spinger via quella roba caduta dal cielo. E il mucchio di lana corse verso la terra e nel lungo viaggio l'umore fecondo del mare lo rese compatto e tale urtò contro la riva rocciosa.
Accadde che Mielikki, protettrice dei fiori, passasse per caso di là e lo portasse a casa, non sapeva ancora esattamente per farne che cosa. Ukko, dio degli dei, gettò via un seme di vita e ciò non deve stupire perchè si era al tempo della formazione del mondo.
Ora il seme cadde nella casa di Mielikki,  proprio sul mucchio compatto di lana, che subito divenne una cosa viva.
E Mielikki lo cullò, lo amò come un figlio e il curioso essre crebbe rapidamente.
- Sarai buono? - gli chiedeva ogni tanto. E la risposta era un grugnito ed un ondeggiare dell'enorme testa. Come poteva non essere buono, caduto com'era dal cielo ed educato dalla madre dei fiori?
Non è chiaro perchè Mielikki lo chiamasse Orso. Ma sta di fatto che lo chiamò così e che questo nome gli sia rimasto.
Ora, Orso non aveva nè unghie nè denti, perchè simili cose non possono essere fatti di lana. Come fare? Mielikki corse per il bosco. Chiese al sorbo, all'acacia, al ginepro delle spine robuste ma Pihlajatar era adirata con lei ed impedì che gli alberi accontentassero la buona dea.
E la povera madre adottiva continuò a correre attraverso le immense foreste. "Chi mi darà - chiedeva angosciata - chi mi darà i bianchi denti, chi le unghie gialle per il mio Orso?".
Udirono questi lamenti il pino dalle fronde d'argento e l'abete dagli aghi di bronzo. E Mielikki potè piantare nelle gengive di Orso le foglie aghiformi del pino, e nelle sue zampe lisce e sottili spini dell'abete: e crebbero i denti e le unghie.
E il buon orso, caduto del cielo e ornato dalle conifere, incominciò a passeggiare per le belle foreste della Carelia."


domenica 21 novembre 2010

La chiesa dei giganti

Non molto lontano da Rauma sorge Sammallahdenmäki, un sito funerario dell'età del bronzo.
Il sito si trova su una proprietà privata e un breve percorso nel bosco permette la visita ai diversi tumuli funerari in granito che ne fanno un sito unico in tutto il territorio nordico.
Tra i tumuli quello più atipico è di forma rettangolare e viene chiamato Kirkonlaattia (lett. "pavimento della chiesa").
L'origine del nome deriva da un racconto popolare registrato per la prima volta in Lapponia nel 1878.

Secondo la leggenda cristiani e giganti si sfidarono in una gara di velocità. La vittoria sarebbe andata a coloro che avessero costruito per primi una chiesa e fatto suonare la campana.
I cristiani, giocando d'astuzia, issarono immediatamente delle aste in cima alle quali posizionarono (e suonarono) la campana.
I giganti udendo i rintocchi si irritarono per la cocente sconfitta e abbandonarono la costruzione della loro chiesa.
Erano solo riusciti a completarne il pavimento, che ancora oggi giace tra la vegetazione e i tumuli di Sammallahdenmäki.

Se siete poco interessati ai siti preistorici forse sarebbe meglio evitare Sammallahdenmäki. Rischiereste di ritrovarvi delusi a pensare di essere davanti a comuni cumuli di pietre.

Le prime tre foto raffigurano il Kirkonlaattia.






giovedì 26 novembre 2009

Racconti europei

Non è stato realizzato di recente ma vorrei segnararlo in ogni caso perchè potrebbe fornire diversi spunti per la lettura di racconti e leggende europee.
Il sito "A Europe of Tales" è disponibile in diverse lingue tra le quali italiano, finlandese ma anche gaelico scozzese e bretone.
Raccoglie miti e leggende di cinque paesi europei: Islanda, Scozia, Bretagna, Finlandia e Italia.
Dalla Finlandia arrivano le storie del Kalevala. Provengono invece dal Cilento le leggende italiane.
Mi erano già note quelle del Kalevala ma ho letto per la prima volta quelle cilentane.

Prima di immergervi nei racconti europei vi consiglio di coprirvi. Soffia un vento insistente da quelle parti.